I ricordi - Sommario

"Pagine corsare"
I ricordi.
.
Idroscalo

di Angela Molteni e Massimiliano Valente
[Il brano musicale è di G. B. Zotti]

È qui che t'hanno ammazzato Pier Paolo; in questo prataccio secco e pieno di sterpaglia, vicino a un campo di calcio polveroso e tra baracche fatiscenti.
È qui che t'hanno ammazzato Pier Paolo; tra l'immondizia e l'orizzonte di un mare senza fine. Il mare. Ne puoi sentire l'odore, puoi ascoltare il vocio di ignari bagnanti. L'odore del mare è l'unica bellezza in questo prataccio sporco e abbandonato. Tu riuscivi a trovare il mare nelle persone costrette nelle baracche delle borgate, quelle stesse persone che mai capiranno il tuo sacrificio ma che hai amato profondamente. Come la proprietaria di quel chioschetto abusivo a cui ho chiesto dove ti avevano ucciso: "Tutti la stessa domanda. È laggiù in fondo", con un fare spazientito, sintomo di una malcelata ritrosia a parlare di quel "frocio ammazzato da un frocio". 
Un'orribile e inquietante opera di cemento armato ti ricorda senza lapide. Qualcuno, forse per indicare questo luogo tra la sterpaglia, ha poggiato un'alta canna di bambù. Qualcuno ha scritto con un pennarello: "In memoria di Pier Paolo Pasolini", e qualcuno ha poggiato una rosa ormai secca. Guardo di nuovo il mare e ne sento l'odore. 
Non ho fiori con me ma un foglio con alcune parole, che rileggo e poggio lì:
.
  Che cosa mi dici, ora, Pier Paolo?

  E ora? ora che del tuo pensiero 
  ben poco mi hai celato, quale 
  strada, davvero, mi indichi? 
  Su tutti, un messaggio 
  riconosco, condivido: me ne approprio. 
  Lo urli, dal carcere buio ove 
  giaci, con voce rotta di pianto 
  (oh, la disperazione di un suono giallo, disarmonico!), 
  a questa città arida spenta muta vuota senza musica, 
  a questa città priva di sentimenti, di 
  solidarietà, cattiva desertificata barbara, 
  in cui solo una breve bestemmia mormorata 
  tra denti verdi, con lo spavento negli occhi, rende 
  uguali giovani e vecchi 
  in un pari delirio di solitudine e disamore. 
  Qual è il messaggio? 
  "Solo l'amare, solo il conoscere 
  conta, non l'aver amato, 
  non l'aver conosciuto. Dà angoscia 
  il vivere di un consumato 
  amore. L'anima non cresce più". 
  Ho avuto fede in te, dolce e crudele poeta. 
  Ho sciolto le briglie alla rossa immaginazione. 
  Ho visto terre immobili e soli rotanti. 
  Ho udito immigrati poveri sfruttati maledire, 
  piangendo, chi, non più uomo, sottraeva 
  loro anche la speranza. 
  L'anima mia è cresciuta, come tu 
  pre-vedevi, è esplosa, grazie al tuo 
  grande cuore, al tuo dolore 
  profondo, alle persecuzioni alle derisioni 
  che hai sopportato con "disperata vitalità". 
  Dà angoscia anche 
  un amore solitario orfano impotente 
  ferito nelle viscere, disperato perché senza speranza 
  tale che appare sempre più cara amica 
  leale soltanto una morte selvaggia, purché 
  selvaggiamente ignorata e derisa. 
  E ora, poeta mentitore, amatissimo poeta, 
  volteggiando immemore, leggero, con ali candide, 
  e mani di velluto; 
  ora che ho raggiunto, con 
  disperazione, la tua dimora gelida spoglia, 
  ora, ora, subito! che cos'hai da dirmi?
.

Guardo il mare con gli occhi lucidi. Ciao Pa'. .

         [Hal per orchestra, copyright G.B. Zotti, 1997]
 



 


I ricordi - Idroscalo, di Angela Molteni e Massimiliano Valente

Vai alla pagina principale