La saggistica

"Pagine corsare"
Saggistica

UN ARTICOLO STORICO DAL "CORRIERE DELLA SERA"

Teatro di poesia. Due spettacoli
ripropongono il "Pianeta Pasolini"
di Emilia Costantini
Corriere della Sera, 26 marzo 1994

"L'Italia nel suo insieme si sta avviando a diventare una società consumistica, un orribile mondo piccolo borghese, e perciò il mio sprazzo di ottimismo viene sepolto dal più profondo pessimismo". Così Pier Paolo Pasolini, in un'intervista rilasciata all' inglese Jon Halliday nel 1968, presagiva un "futuro orribile" per il nostro paese. E non sembra un caso che in questi giorni, a un passo dalle elezioni, alla soglia della seconda Repubblica, il pianeta Pasolini venga riscoperto e ripercorso, in lungo e in largo, da una serie di iniziative e spettacoli. 

Recentemente Raitre ha trasmesso, tra mille polemiche per la massiccia operazione di censura (sono stati tagliati in tutto circa 45 minuti di pellicola), i tre film della "Trilogia della vita", e cioe' "Decameron", "I racconti di Canterbury" e "Il fiore delle Mille e una notte". In questi giorni è in scena al Teatro Argentina "Affabulazione" con la regia di Luca Ronconi, interpretato da Umberto Orsini, Paola Quattrini e Renata Fabbri. Mentre una versione francese del "Pilade" è in scena a Parigi. E il Teatro Ateneo, dove è in scena "Porcile" per la regia di Federico Tiezzi, in collaborazione con lo Stabile di Roma ha organizzato un programma di incontri sul grande scrittore friulano. Numerosi gli appuntamenti, previsti fino al 30 marzo, e numerosi gli studiosi che hanno aderito alla manifestazione. Ma c'è già una defezione. Laura Betti, che mercoledì scorso avrebbe dovuto partecipare al dibattito "Pasolini e il teatro di poesia", insieme ad Alberto Asor Rosa, non si è presentata. L' attrice, animatrice del Centro Pasolini, si è trincerata dietro ai mille impegni che affollano le sue giornate, ma in realtà prende le distanze dall' iniziativa: "Sono stata avvertita all'ultimo momento di questo incontro. Sono sommersa di lavoro, ho l'agenda piena, non ho tempo. Comunque non conosco il programma dell'Ateneo e dell'Argentina. Si tratta di un'operazione realizzata da Pietro Carriglio (ex direttore del Teatro di Roma). Non ne sono informata". 

Ma come mai tanto interesse, tutto insieme e così concentrato intorno a questo autore, ingiustamente trascurato fino alla sua morte avvenuta nel 1975? Risponde la Betti: "Magari un po' in ritardo, ma è molto giusto che ciò avvenga. Era ora che si ripercorresse, per esempio, la sua opera teatrale, data poi la scarsità della drammaturgia italiana contemporanea. O vogliamo continuare a restare inerti di fronte alla valorizzazione che all'estero fanno di questo nostro autore?". È d' accordo Dacia Maraini: "Siamo sicuramente in ritardo, ma comunque è importante rappresentare e riflettere sull' opera di Pasolini". 

Davanti a 500 studenti, stipati nel Teatro Ateneo, Luca Ronconi e Federico Tiezzi hanno discusso su come mettere in scena le opere di Pasolini; moderatore del dibattito, il direttore del Centro teatrale universitario Ferruccio Marotti. Ronconi, che dell' autore di "Ragazzi di vita" ha messo già in scena "Calderon" e "Pilade", osserva: "Finora è stato più conosciuto come personaggio provocatorio che come scrittore. Il rigurgito di interesse nei suoi confronti, in questo particolare momento storico, non è casuale. È un modo per interrogarsi sulla coscienza civile". Poi, il neodirettore del Teatro di Roma, a proposito del suo allestimento di "Affabulazione", osserva: "Credo che a Pasolini il mio spettacolo non sarebbe piaciuto, almeno se penso a quello che lui stesso fece, quando diresse una lettura scenica del suo "Orgia". Il suo ideale credo che fosse un teatro vicino alla poesia detta ad alta voce. Così il mio primo impegno è stato quello di portare il testo di Pasolini verso il teatro". Ronconi sottolinea anche che il teatro dello scrittore friulano è fortemente letterario e che quindi la sua maggiore preoccupazione, nell'accostarsi alle sue opere, è sempre stata quella della chiarezza del linguaggio. Dice: "Con Pasolini bisogna puntare all' essenzialità , evitando le trappole della retorica". Per Federico Tiezzi, rispetto alla latitanza degli intellettuali italiani nei confronti dei problemi odierni del paese, la figura di Pasolini è il simbolo dell' impegno civile: "Era un poeta civile, che interveniva sempre in prima persona nel tessuto storico sociale. Di persone come lui, soprattutto nei tempi che viviamo, si sente la mancanza". Concorda Vieri Razzini, il critico cinematografico di Raitre, al centro delle polemiche per le pellicole "mutilate": "Pasolini era un grande polemista. Tuttora stupisce per la sua capacità profetica". La grande attenzione nei confronti di Pasolini non sarà figlia del clima preelettorale? Risponde il critico teatrale Elio Pagliarani, che ha partecipato a uno degli incontri e che negli anni Sessanta firmò una stroncatura dello spettacolo "Orgia" allestito dall' autore stesso: "L' interesse non è strumentale. Pier Paolo era un Savonarola disperato: per questo è attuale".

 

.


INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
A "PAGINE CORSARE" 
DA OTTOBRE 1998









 


Teatro di poesia. Due spettacoli ripropongono il "Pianeta Pasolini", di Emilia Costantini

Vai alla pagina principale