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Saggistica Leggere Pier Paolo
Pasolini
In questo articolo ci sono un sacco di link. Chi ha tempo e voglia, li apra, perchè essi riservano molte sorprese
Oggi, a trentacinque anni di distanza, Pasolini si rivela anche profeta: profeta delle trasformazioni culturali, sociali e politiche dell’Italia, di cui lui aveva visto – sapeva – i germi primordiali e i percorsi che avrebbero compiuto. Basterebbero questi motivi a farne un autore la cui lettura dovrebbe essere incoraggiata e diffusa il più possibile. A trentacinque anni di distanza Pier Paolo Pasolini è più importante che mai. Ma da dove cominciare? Una strada possibile sarebbe quella che va a ritroso, che parte dal quel romanzo postumo (pubblicato solo nel 1992) che secondo le ultime cronache, sembra essere la vera causa della sua morte: Petrolio. Un abbozzo di romanzo sul potere e le sue trame, un’opera, a dire il vero, di cui ci sono arrivati alcuni appunti e lo schema generale. Oppure, seguendo le cronologie, dai primi romanzi, quelli sui ragazzi e sulla violenza delle borgate romane, quelli di un Pasolini che dal Friuli si trasferisce nella capitale e scopre nelle sue periferie un mondo che da un lato lo affascina e dall’altro lo spinge a raccontare quella marginalità che è anche originalità. Ancora, si potrebbero leggere le poesie: quelle in lingua furlan, scritte come forma di resistenza alla italianizzazione imposta dal fascismo, e quelle più impegnate e provocatorie degli anni successivi. Nella nostra lista andrebbero poi annoverati anche i suoi film, perché in fondo quello visuale è pur sempre un linguaggio con la sua sintassi e il suo lessico. Da Accattone, ancora intriso degli echi del neorealismo, all’ultimo, fortissimo, lancinante Salò, passando per un piccolo gioiello come La ricotta, che vede comparire un peso massimo della storia del cinema, Orson Welles. Pasolini è un autore
fondamentale per ogni italiano. Come Dante, Leopardi, Manzoni: andrebbe
insegnato a scuola. Ma se a scuola non lo si è letto, non è mai troppo
tardi per cominciare.
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