"Pagine
corsare"
Saggistica
La tromba a cilindri.
La musica, io e Pasolini
-
con Cd audio
di Guido Mazzon con Guido Bosticco
Editore Ibis, 2008
Guido
Mazzon sta presentando dallo scorso mese di giugno 2009 il proprio libro
- La tromba a cilindri (tra qualche giorno, il 16 luglio, sarà
a Intra), La musica, io e Pasolini - in forma di concerto-performance.
Si alterneranno racconti
famigliari, letture poetiche, ascolto di brani dal Cd allegato al libro,
interventi live alla tromba ed interventi gestuali interpretati dalla danzatrice
Piera Principe in un libero interplay di parola, gesto e suono.
«Ero a Casarsa l'estate
dei 1957, avevo undici anni. Pier Paolo, arrivato da Roma in una delle
sue fugaci comparse per salutare la madre, mi vede scendere le scale di
casa con una vecchia tromba a cilindri in mano. "Come puoi suonare con
uno strumento così antiquato?" ("orrendo", stava pensando con un suo aggettivo),
mi chiede. Poi con aria leggermente imbarazzata stacca un assegno e mi
dice: "Tieni, comprati una tromba nuova, argentata!" ("stupenda", pensava).
Fui colpito dalla sua generosità e ripensandoci, nel corso degli anni,
quel gesto ha assunto per me il valore di un passaggio di testimone.»
Così si apre il volume di Mazzon, cugino di Pier Paolo Pasolini:
un libro che incrocia la storia famigliare e i ricordi giovanili, alla
riflessione sulla musica e in particolare sul jazz. Grazie a quella tromba
infatti, quel ragazzo è diventato un musicista famoso, uno che ha suonato
con Don Cherry e Cecil Taylor, solo per citare due tra i molti personaggi
che compaiono in questo libro.
Mazzon scrive anche: «Forse
si può dire il mondo solo se lo si è costruito completamente nel proprio
linguaggio. Altrimenti si è fatalmente destinati a percorrere le solite
routines personali, inconsce, restando all’interno di un mondo già detto
(da altri) e soltanto condivisibile (con gli altri). Lo spazio per la creatività
si trova soffocato e la parte più interessante del mondo, cioè quella
non ancora conosciuta, rimane ineffabile. È attraverso lo sforzo del linguaggio
che invece si può costruire il mondo o codificarlo per renderlo comune;
ed è nell’atto proprio del dire che risiede il gesto poetico che costruisce,
in quanto il dire è suono, significato, forma, oggetto e soggetto costituente.
È cioè mattone, calce, legno, progetto, idea, architetto e muratore.
Ciò che non è detto resta là, in un limbo di cose inespresse che in
un certo senso non esistono: per rendere al mondo una cosa bisogna almeno
dirla».
I dialoghi e le riflessioni
si susseguono come note musicale, sull’onda del felice incontro con Guido
Bosticco, filosofo ed esperto di comunicazione, con cui vi è anche una
solidarietà jazzistica. Al libro è allegato un Cd di registrazioni jazz
di Guido Mazzon.
Guido
Mazzon (Milano,1946), trombettista e compositore,
intraprende giovanissimo gli studi sotto la guida di Alvaro Persenico,
prima tromba dell'Orchestra della Scala di Milano.
Partecipa alle prime esperienze
di free-jazz in Italia alla fine degli anni '60, si laurea in Scienze Biologiche
ed inizia la sua attività musicale nel '70 alla guida del Gruppo Contemporaneo,
storica formazione del Nuovo Jazz Italiano, con la quale tiene concerti
in Italia ed Europa.
Come solista e compositore
alla guida di proprie formazioni partecipa ad innumerevoli festival internazionali
di jazz (Milano, Bologna, Bergamo, Moers 78/79, Verona, Pisa, Colonia,
Zurigo, Francoforte, Berlino, Parigi). Ha collaborato con i maggiori esponenti
della musica improvvisata europea e americana (Globe Unity di Alex von
Schlippenbach, Misha Mengelberg Tentett, Cecil Taylor Euro-American Group,
Radu Malfatti, Peter Kowald, Evan Parker, Paul Lovens, etc.), con Umberto
Petrin e Tiziano Tononi (Other Line), Renato Geremia, Andrea Centazzo,
Alberto Mandarini, Daniele Cavallanti, Mario Schiano, Giancarlo Schiaffini,
Michel Godard.
Si esibisce in "Solo Performance"
con attori, poeti, danzatori ed artisti visivi. Dal 1990 fa parte come
solista e compositore dell'Italian Instabile Orchestra con la quale propone
propri lavori orchestrali (Fall in Jazz, Free as a Bird,
Come
una zattera sospinta dal vento) in diversi festival jazz europei.
Nel 2000 partecipa al progetto
di Piera Principe La poesia della vita con la performance L'eredità
ideale, dedicata al cugino Pier Paolo Pasolini.
Tiene seminari e stages
sull'improvvisazione e la composizione nell'ambito del jazz contemporaneo.
Ha sviluppato la sua attività di compositore ed improvvisatore nella continua
ricerca di nuovi materiali sonori privilegiando l'accostamento di moduli
linguistici diversi; in alcuni recenti lavori ha rivolto particolare attenzione
al rapporto tra suono e ambiente e tra suono e silenzio.
Con la danzatrice e coreografa
Piera Principe ha realizzato nel 2004 Apro il Silenzio, concerto-performance
che prende spunto dalla Via crucis di Franz Liszt.
Dal 2003 è ospite del gruppo
rock d'avanguardia "Jerrinez".
Mazzon dichiara:"Compongo
musica improvvisata ed improvviso musica composta, perché amo lasciar
vivere la musica nel suo spazio ambientale e temporale".
Di lui Roberto Valentino
scrive: "In queste parole è racchiuso il senso del percorso artistico
di Guido Mazzon che, fra iprotagonisti del nuovo jazz italiano sorto negli
anni Settanta, spicca per quel rigore progettuale che lo ha portato ad
esprimersi attraverso una musica che nella combinazione fra la libertà
immaginativa di un Ornette Coleman o di un Don Cherry e un lirismo melodico
tipicamente italiano, sia colto sia popolare, trova la propria ragion d'essere.
Dalla sua tromba fuoriescono note distillate con pathos e forte carica
emozionale, capaci di farsi introspettive - ma anche graffianti e abrasive
- come di illuminarsi di bagliori solari. Il tutto nell'ambito di un linguaggio
squisitamente jazzistico, con tanto di riverberi poetici della più autentica
tradizione blues e gospel".
Guido Bosticco
(Bergamo, 1972) giornalista, è appassionato di filosofia, di comunicazione
politica e anche di scrittura, che insegna nelle Università di Pavia e
di Lucca. Nel tempo libero – a volte – suona.
Dalla discografia
di Guido Mazzon (3 giugno
2009):
1974 Gruppo Contemporaneo
(PDU A 5089) -
1975 Ed ora parliamo
di libertà (PDU A 6024)
1975 Solo - Una rotella
e una vitina (PDU A 6048)
1975 Ecologia, ecologia
(ECP Lp 004)
1975 Il Nuovo Jazz
Italiano degli anni ’70 (PDU PLDM 7041/42)
1976 Duetti (L’Orchestra
OLP 10009)
1976 Progetto per
un inno "Now the time" (con Mario Schiano) IT
1977 Gospel (L’Orchestra
OLP 10015)
1977 Capricorno (L’Orchestra
OLP 10014)
1979 Songs&Tales
(L’Orchestra OLP 10020)
1984 Music is Music
is…(Uhlklang UK 6
1986 Aspettando i
dinosauri (Lp 0009 Bull rec)
1987 Italian Art Quartet(WM
Boxes 106)
1988 Effetti Larsen
(Splasc-h HP 09)
1990 Other Line (Splasc-h
CD 11 217-2)
1992 Il profumo della
libertà (Splasc-h CD H 377)
1992 Italian Instabile
Orchestra-Live in Noci&Rive de Gier (Leo )
1994 I.I.O. -Skies
of Europe (ECM 1543 )
1996 Trumpet Buzz
Duo (Splasc-h CDH 466.2)
1997 Pirotecnie Sonore
(Splasc-h CDH 661.2)
1998 I.I.Festival
(CD LR 2621263)
1998 IF (Splasc-h
CDH 629.2)
QUI,
IL RETRO DELLA COPERTINA DEL DISCO "E ORA PARLIAMO DI LIBERTÀ"
CON
UNA CRITICA DI FRANCO FAYENZ. I tre musicisti raffigurati sono, da
sinistra a destra:
Roberto Bellatalla, Toni
Rusconi e Guido Mazzon
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