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Pasolini nei blog

"Pagine corsare"
Pasolini nei blog

Testimonianze sul film "12 dicembre"
Georgiamada, 8 giugno 2007


 
 
Il documentario 12 dicembre venne girato nell'arco di due anni (tra la fine del 1970 e l'inizio del 1972), ideato dallo stesso Pasolini in collaborazione con il collettivo di Lotta Continua dopo la strage di Piazza Fontana. Il regista e il collettivo realizzarono il documentario 12 dicembre sullo stato della lotta a un anno dalla bomba che rappresentò l'inizio della strategia della tensione in Italia [vedi in Pagine corsare l'articolo sul film 12 dicembre]. Nel giugno 2007, nei commenti al blog di Georgiamada, un visitatore lasciò gli appunti sotto riportati riguardanti alcuni militanti di Lotta Continua che parteciparono a vario titolo  alla elaborazione del film.

Pier Paolo Pasolini nella sua casa di RomaPINO MASI: Fu in quegli anni che con Giovanni Bonfanti, Guelfo, Adriano, Pietro, incontrammo a più riprese Pasolini: Pier Paolo si mise a girare un film con noi e per noi: ”12 Dicembre”, sulla strage di Milano e sul corso della continua lotta. Poi lo montammo ’nsieme i’ e llui, detto in pisano, cioè Pier Paolo ed io, e un po’ il Ponzi Maurizio, sotto gli occhi di Ocone che teneva i conti, alla vecchia SafaPalatino, oggi Mediaset. Quel ”12 Dicembre” di cui fornii e poi curai il sonoro mentre Pasolini sceglieva e montava volti e sequenze e, da Maestro, puntualmente spiegava ogni perché), è, anche, il film a causa del quale, io credo, a Pier Paolo, non molto tempo dopo… fu orrendamente tolta la vita. Ovviamente direttiva Cia, regia Canottieri ‘piduisti’, manovalanza Coatti della Magliana, immagino. Magari proprio quelli che, a Roma, pochi mesi prima della sua morte, bloccarono di notte in Via Nazionale la sua auto, che oltre a Pier Paolo trasportava anche me e Vera - dal ’72 al ’78 mia nuova compagna di vita e di lotta - e ci costrinsero, dicendosi poliziotti, a seguire la loro. Alfa color merdametallizzata, di pelle merdachiara gli interni, così i giubbotti, facce di merda. Fortuna nostra li seguimmo per poco. Giunti da Via Nazionale all’angolo di Piazza Venezia, su mio ‘consiglio’ Pasolini arrestò la sua auto, vistosamente, sotto la luce al neon dell’insegna della stazione dei Carabinieri (assenti sulla strada, data l’ora, ma finalmente utili a noi): con una sgommata improvvisa in curva secca, l’Alfa dei sedicenti poliziotti in borghese imboccò Via del Corso controsenso e rombando scomparve nel buio. Inutilmente scesi per un attimo a guardare. Assassini! 

ADRIANO SOFRI: Strada facendo, Giovanni Bonfanti, che del film era il principale autore e responsabile, passò a figurarne regista e produttore, con l'aggíunta della formula «da un'idea di Pier Paolo Pasolini». A condurre il film da una stazione all'altra era un «coro» di operai milanesi e torinesi di Lotta Continua fra i più noti: immigrati i più, come il pugliese Nicola Laterza, della Mirafiori, o il salernitano Alberto Gioia, della Pírelli Bicocca, ma anche i piemontesi e già comunisti Luciano Parlanti e Franco Platania. (Si vede, in quel gruppo, anche Leonardo Marino: che poi, diventato accusatore proprio e altrui, sostenne coi giudici di essere stato sottratto a quel tempo a ogni comparsa pubblica per ragioni di clandestinità!). 

Enrico Deaglio, attualmente direttore del settimanale 'Diario'ENRICO DEAGLIO: Venne a trovarci in redazione quando girava Il 12 dicembre, il film su Piazza Fontana e la strategia della tensione. Per l'anniversario si annunciavano violenti scontri con la polizia e Pasolini voleva filmarli. In realtà non accadde niente. Così ci accordammo con un plotoncino di poliziotti: e, per fargli un piacere, mettemmo in scena lo scontro di piazza". 

PAOLO SORBI: PPP voleva girare un film su LC, e Pietrostefani per sbolognarlo lo affidò a me, che ero militare. Così Pasolini venne a Napoli, con la sua giacca di pelle nera e gli occhiali scuri anche se era notte, nella caserma dov'ero di guardia, ma non lo fecero entrare. Mi diede appuntamento per il giorno dopo in un albergo di Pozzuoli. Io che avevo visto nove volte il ‘Vangelo secondo Matteo’ lo guardavo adorante, lui mi incalzava: ma perché parlate sempre di rivoluzione? E l'aborto? E la vita? Perché non ne discutete? Tutte domande ortodosse, da inquisitore del Sant'Uffizio. 
 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Testimonianze sul film "12 dicembre", dal blog Georgiamada

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