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La scomparsa di Enzo Siciliano Dal primo articolo
alle battaglie comuni
Ero segretario della Fgci, poco più che un ragazzo. Anche Enzo Siciliano era giovane, benché meno di me, lo vedevo interagire con punti di riferimenti importanti della cultura romana quali Alberto Moravia e, un po’ più, di Pier Paolo Pasolini. Colto, socievole, animato dalla voglia di cose belle, dall’impegno che anche io, e gli altri come me, avvertivamo nei confronti della società. Nel mare di ricordi e di commemorazioni, ufficiali e private, che la sua scomparsa suscita, mi è caro legare la sua memoria, per contrasto, ad un evento minimo, irrilevante per tutti tranne che per me. Quando Enzo, con i colleghi e gli amici con i quali lavorava e si incontrava, animò il piccolo spazio di via Belsiana, trasformandolo in teatro con la compagnia del Porcospino (Moravia era il motore del gruppo), io, studente, scrivevo qualche articolo per il “Corriere dello Sport”. Era il “Corriere” di Antonio Ghirelli, un direttore che consacrava alla cultura un’intera pagina del quotidiano, e un’altra pagina la destinava ai giovani, con il titolo generale mi sembra di “Forza, ragazzi”. Ebbi l’incarico di andare a intervistare Enzo proprio nel teatrino di via Belsiana, sull’attività drammaturgica e non che svolgeva con la compagnia, con Moravia. Il mio primo articolo. Rammento l’emozione, la disponibilità di Siciliano, il luogo, le domande e le risposte. Ciascuno ha ben fisse in testa certe occasioni della propria vita, che di quando in quando riaffiorano con sconvolgenti evidenza e precisione. Senza contare che quel primo articolo per la pagina culturale del “Corriere dello Sport”, anno 1966, ce l’ho da parte, lo conservo ancora. Più tardi, nel cerchio degli amici di Pasolini, Enzo animò la ricerca della verità sulla morte del poeta assieme a Laura Betti, ai Citti, a Bertolucci, alla Maraini stessa... Aveva lo stesso senso di responsabilità nei confronti di quella fine oscura (uno fra i tanti “misteri d’Italia”), che avevo e ho io, che abbiamo in tanti. Lo stesso desiderio di sapere, dimostrare, approfondire, diffondere. La stessa voglia di chiarezza che ha mantenuto fino all’ultimo.
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