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La scomparsa di Enzo Siciliano Enzo Siciliano. La
sua passione per la cultura e le giovani generazioni
«Era una persona molto generosa, una qualità rara negli intellettuali: per lui non c’era sapere senza trasmetterlo ai giovani, e in questo senso è stato l’ultimo dei maestri. Mancherà a questo Paese, che ora è peggiore senza di lui.» Così il regista Marco Tullio Giordana ha ricordato Enzo Siciliano nel giorno della sua scomparsa, sottolineando inoltre come lo scrittore, cineasta e drammaturgo abbia dato un grande contributo al cinema e al teatro. Anche Bernardo Bertolucci, grande cineasta, autore di Novecento, ha ricordato «la sua passione per la cultura che ha contagiato tutti noi» e l’importanza di Siciliano nel rapporto con i giovani. Un uomo dunque dotato di grandi capacità intellettuali e relazionali e proprio per queste ragioni abbiamo scelto di iniziare questo articolo con il commento dei due registi, tra i tanti che ieri sono arrivati alla notizia della morte dell’ex presidente Rai. Sulle numerose doti intellettuali di Enzo Siciliano si è soffermato ampiamente Giorgio Napolitano che, inviando alla famiglia un messaggio di cordoglio, lo ha definito «raffinato intellettuale, scrittore e giornalista, musicologo, critico d’arte e del costume.» Per il Capo dello Stato Siciliano «con le Sue radici romane, della Roma di Alberto Moravia, di Pier Paolo Pasolini e di Elsa Morante, cui era profondamente legato, ha partecipato da protagonista a quel laboratorio di idee che ha segnato, con una qualità riconosciuta in Europa e nel mondo, la vita artistica e letteraria del nostro paese.» Parole appassionate e commosse anche da parte del presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti. L’ex segretario di Rifondazione comunista ha voluto sottolineare «il suo impegno generoso ed appassionato per costruire sulla diffusione del patrimonio culturale una società più avanzata e più giusta, capace di affrancare l’uomo dal bisogno e di garantirne una partecipazione piena e consapevole ai processi democratici.» Per la terza carica dello Stato Siciliano è stato «un protagonista assoluto della cultura del nostro tempo.» Il presidente del Senato Franco Marini ha ricordato lo scrittore scomparso come «un protagonista del Novecento italiano, una figura di intellettuale che seppe prestare il proprio impegno non solo alla scrittura, sua grande passione, ma anche alla trasmissione della grande cultura, con una lunga attività di giornalista e come Presidente della Rai.» Sul suo essere stato un intellettuale eclettico, particolarmente legato alla sua città, si è soffermato Walter Veltroni: «A Roma è sempre stato legato - ha detto il sindaco della capitale - seguendone con attenzione e partecipazione i cambiamenti, protagonista di quel fermento e di quella intensa stagione letteraria animata da Pier Paolo Pasolini, da Alberto Moravia, da Elsa Morante, e poi vivendo e lavorando sempre qui, collaborando a l’Unità, a la Repubblica, a L’Espresso, come presidente della Rai e ancora come presidente della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale. Per tutto questo la cultura del nostro Paese perde uno dei suoi protagonisti, e Roma, in particolare, perde un suo profondo conoscitore e narratore, un grande amico.» Come da prassi, tantissimi sono stati i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo politico. Ricordiamo quello di Pietro Folena, deputato del Prc e presidente della Commissione cultura della Camera dei Deputati: «Siciliano - ha detto l’ex dirigente diessino - è stato uno dei protagonisti della letteratura italiana del ’900. Ricordo con particolare nostalgia la sua collaborazione con la Federazione giovanile comunista negli anni ’80, durante la mia segreteria, soprattutto in occasione del grande meeting giovanile del 1985 su Pasolini, al quale Siciliano era fortemente legato tanto da pubblicare una sua biografia.» Il suo impegno nel servizio
pubblico radiotelevisivo è stato ricordato sia dall’ex presidente
Rai Roberto Zaccaria - «ero amico di Siciliano - ha detto - lo stimavo,
un intellettuale di grandissimo rilievo» - che dall’attuale presidente
Claudio Petruccioli, per il quale «resterà vivo per il servizio
pubblico il suo esempio e il suo richiamo al rigore morale, all’impegno
culturale, alla responsabilità civile».
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di Vittorio Bonanni |