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Teatro Scartafaccio, Liturgie
Pasoliniane
Giuseppe Lorin è autore con Pier Paolo Poggi di un testo teatrale, Scartafaccio, Liturgie Pasoliniane, rappresentato l’11 luglio 2007a Soriano del Cimino nel viterbese, vicino la torre di Chia, una delle residenze di Pasolini, dove il poeta scrisse molte pagine del suo ultimo romanzo Petrolio. Giuseppe Lorin, che ha realizzato la regia del lavoro teatrale, ha scritto tra l'altro a "Pagine corsare": «La poesia che segue è scaturita dopo aver appreso che un giardiniere ignorante aveva estirpato dai bastioni di villa Sciarra il famoso "glicine" del Poeta. Un assessore municipale del quartiere Monteverde dove io abito, disse che era stato segato ed estirpato, quindi ucciso, perchè "dava fastidio" all'integrità solida dei bastioni con la forza delle sue radici. La similitudine con Pier Paolo è sconvolgente; anche lui è stato estirpato da un complotto di politici ignoranti e superficiali. Sto scrivendo l'ultimo passo dell'esperienza terrena di Pier Paolo: la morte. Tutte le volte che mi accingo a scrivere, è una sofferenza inaudita ma sono consolato da una strana... sensazione che mi dà energia nel proseguire facendomi "credere" di essere sulla pista giusta. Più vado avanti e più... ho paura...
Nota biografica
È stato assistente alla regia di Gianni Amelio e regista di diversi spettacoli teatrali con Fiorenza Marchegiani, Tiziana Bergamaschi, Cloris Brosca, Mirella Bordoni, Edoardo Siravo, Vanessa Gravina, Paolo Lorimer, Nicola Garofalo, Federico Frignani, Patrizia La Fonte, Adriana Ortolani, Shulamith Orvieto ed altri… È stato docente di recitazione al Teatro Belli per l'Associazione Culturale F.A.T.A. s.r.l. (Fuoco, Aria, Terra, Acqua) in collaborazione con l'Università "La Sapienza" Roma 3. Docente di “dizione†presso l’Accademia dello Spettacolo e di altre associazioni che organizzano Corsi di Dizione e di Recitazione. Sa recitare in Spagnolo, Inglese, Tedesco, Francese, Greco e Italiano. Nel mese di aprile 2009 ha recitato nei maggiori Teatri Romani dell’Andalucia, in lingua castigliana, il “Caligula o de lo imposible†nel ruolo di Cherea, l’antagonista di Caligola. È lettore di BIBLI, del Caffè Letterario di Via Ostiense 95, del Teatro Lo Spazio, dell’Accademia Tiberina e di altre realtà culturali. Tra le sue regie più apprezzate "Albertine o della gelosia", "Ritmo Spezzato", "L'Anima & la Voce", "Ero", "Colombe in volo" di Alma Daddario; "Onir" di Marcello Cioni, che gli è valso il Premio Schegge d’Autore come miglior attore protagonista; "Oblique Armonie Sulle Ali Del Tempo" di Mario Apice del CNR; "Domanda di matrimonio?" e "Il Candidato" di Luigi Lunari; "Ninfale Terzo" di Pierpaolo Poggi, "Scartafaccio, liturgie pasoliniane" scritto con Pierpaolo Poggi. È autore teatrale e cinematografico iscritto alla SIAE. Ha vinto vari premi teatrali. Si diletta a scrivere… versi. È giornalista pubblicista; scrive interviste, articoli, recensioni per L’UNICO: www.lunico.eu; ORIZZONTI, distribuito dalla Feltrinelli; SERVIRE, trimestrale del Sovrano Militare Ordine di Malta; è “guida†dei Cavalieri di Malta. Tra i personaggi da lui intervistati
risaltano: il Premio Nobel Carlo Rubbia, Dacia Maraini, Corrado Calabrò,
Umberto Scapagnini, Magdi Cristiano Allam. È stato per 7 anni l'ideatore
e
Da giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2009 è stato presente alla Fiera Internazionale del Libro a Torino con il suo “Manuale di dizione†[qui collegato un comunicato stampa relativo a questo libro] edito dalla Tespi, con prefazione di Corrado Calabrò e Dacia Maraini. Altre informazioni più dettagliate in internet su: www.databaseattori.it - www.lorin.too.it – www.estro-verso.org - oppure scrivendo, tra virgolette, "Giuseppe Lorin" o "Pino Lorin" su qualsiasi motore di ricerca. Conduce una trasmissione on web dal titolo “La mucca pazzaâ€, www.artescrittura.org Gestisce l'Ufficio Stampa del Festival "Spiritus", Regione Toscana-Versilia Giuseppe Lorin, via Fabiola,
1 - 00152 ROMA
NOTE DI REGIA La concezione registica di " SCARTAFACCIO, liturgie pasoliniane" di Giuseppe Lorin e Pier Paolo Poggi si dipana dalla teoria freudiana dell' ES, IO e SUPERIO, dove l'ES è rappresentato dal giovane Pier Paolo Pasolini con l'irrefrenabile pulsione libidica verso corpi da possedere; l'IO è rappresentato da un misterioso personaggio che nel cuore del nome ha la famosa "K" kafkiana: Markus, che è la trasposizione, nel presente, delle inquietudini e conflitti interiori pasoliniani; il SUPERIO è rappresentato da don Nicola, frate benedettino di san Jago, che impartisce le norme morali e sociali, e assurge al ruolo di coscienza "superpartes" della drammatizzazione e, dalla madre del poeta, Susanna, che raccoglie l'amore del figlio, da cui l'angoscia di Pier Paolo. Come catalizzatore e unificatore delle situazioni, abbiamo la figura del "mimo", del "giullare" e del "clown bianco", figura libera di usare toni erotici, canzonatori, narratrice della scena psicologica, metaforicamente e metafisicamente rappresentata dalle "stazioni", le 14 "liturgie pasoliniane", come le 14 stazioni della Via Crucis che sottolineeranno, come didascalie ossessive all'inizio di ogni stazione, l'evento drammatico. Con questa messa in scena, non si vuole "giudicare" l'uomo Pasolini, ma proporre con "AMORE" al pubblico, al suo pubblico, un interrogativo che coinvolge in prima persona il nostro enigmatico personaggio: per essere felici, basta desiderare con disperato ardore l'Amore…e la Verità ?
OGGETTI SCENICI: VEDI ANCHE:
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