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Il teatro

"Pagine corsare"
Teatro

Scartafaccio, Liturgie Pasoliniane
Di Giuseppe Lorin e Pier Paolo Poggi
atto unico in 14 stazioni
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Giuseppe Lorin è autore con Pier Paolo Poggi di un testo teatrale, Scartafaccio, Liturgie Pasoliniane, rappresentato l’11 luglio 2007a Soriano del Cimino nel viterbese, vicino la torre di Chia, una delle residenze di Pasolini, dove il poeta scrisse molte pagine del suo ultimo romanzo Petrolio. Giuseppe Lorin, che ha realizzato la regia del lavoro teatrale, ha scritto tra l'altro a "Pagine corsare": 

«La poesia che segue è scaturita dopo aver appreso che un giardiniere ignorante aveva estirpato dai bastioni di villa Sciarra il famoso "glicine" del Poeta. Un assessore municipale del quartiere Monteverde dove io abito, disse che era stato segato ed estirpato, quindi ucciso, perchè "dava fastidio" all'integrità solida dei bastioni con la forza delle sue radici. La similitudine con Pier Paolo è sconvolgente; anche lui è stato estirpato da un complotto di politici ignoranti e superficiali. Sto scrivendo l'ultimo passo dell'esperienza terrena di Pier Paolo: la morte. Tutte le volte che mi accingo a scrivere, è una sofferenza inaudita ma sono consolato da una strana... sensazione che mi dà energia nel proseguire facendomi "credere" di essere sulla pista giusta. Più vado avanti e più... ho paura...
Markus, che poi sarei io, dedica questa poesia a Pier Paolo». 
 
A PIER PAOLO PASOLINI

Pier Paolo
che in forma di glicine
dalle mura di villa Sciarra
effondevi gli effluvi
dell'italica gente
la cultura.
Sol pochi non appresero
il tuo insegnamento:
ti tagliarono e
ti strapparono le radici...
Ora vagoli nella notte
come ombra di un corpo
senza anima.

* * *

Nota biografica 

Giuseppe LorinGiuseppe Lorin - Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Ha lavorato con registi come Luca Ronconi, Richard Attemborough, Giuliano Montaldo, Orazio Costa Giovangigli, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Vittorio Sindoni, Ruggero Jacobbi, Andrea Camilleri, Mario Landi, Giorgio Presburger, Gennaro Duccilli, Vittorio Pavoncello  ed altri... È laureato in Psicologia con 110/110 con la tesi: sull’autismo infantile e la sua evoluzione in età adulta in schizofrenia.

È stato assistente alla regia di Gianni Amelio e regista di diversi spettacoli teatrali con Fiorenza Marchegiani, Tiziana Bergamaschi, Cloris Brosca, Mirella Bordoni, Edoardo Siravo, Vanessa Gravina, Paolo Lorimer, Nicola Garofalo, Federico Frignani, Patrizia La Fonte, Adriana Ortolani, Shulamith Orvieto ed altri… È stato docente di recitazione al Teatro Belli per l'Associazione Culturale F.A.T.A. s.r.l. (Fuoco, Aria, Terra, Acqua) in collaborazione con l'Università "La Sapienza" Roma 3. Docente di “dizione†presso l’Accademia dello Spettacolo e di altre associazioni che organizzano Corsi di Dizione e di Recitazione. Sa recitare in Spagnolo, Inglese, Tedesco, Francese, Greco e Italiano. Nel mese di aprile 2009 ha recitato nei maggiori Teatri Romani dell’Andalucia, in lingua castigliana, il “Caligula o de lo imposible†nel ruolo di Cherea, l’antagonista di Caligola. È lettore di BIBLI, del Caffè Letterario di Via Ostiense 95, del Teatro Lo Spazio, dell’Accademia Tiberina e di altre realtà culturali. Tra le sue regie più apprezzate "Albertine o della gelosia", "Ritmo Spezzato", "L'Anima & la Voce", "Ero", "Colombe in volo" di Alma Daddario; "Onir" di Marcello Cioni, che gli è valso il Premio Schegge d’Autore come miglior attore protagonista; "Oblique Armonie Sulle Ali Del Tempo" di Mario Apice del CNR; "Domanda di matrimonio?" e "Il Candidato" di Luigi Lunari; "Ninfale Terzo" di Pierpaolo Poggi, "Scartafaccio, liturgie pasoliniane" scritto con Pierpaolo Poggi. 

È autore teatrale e cinematografico iscritto alla SIAE. Ha vinto vari premi teatrali. Si diletta a scrivere… versi. È giornalista pubblicista; scrive interviste, articoli, recensioni per L’UNICO: www.lunico.eu; ORIZZONTI, distribuito dalla Feltrinelli; SERVIRE, trimestrale del Sovrano Militare Ordine di Malta; è “guida†dei Cavalieri di Malta. 

Tra i personaggi da lui intervistati risaltano: il Premio Nobel Carlo Rubbia, Dacia Maraini, Corrado Calabrò, Umberto Scapagnini, Magdi Cristiano Allam. È stato per 7 anni l'ideatore e 
l’organizzatore dei "Corsi di Scrittura Creativa" dell'Antica Fucina dello Scrittore presso il "Café Notegen" condotti da Alma Daddario, in via del babuino a Roma. 

Da giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2009 è stato presente alla Fiera Internazionale del Libro a Torino con il suo “Manuale di dizione†[qui collegato un comunicato stampa relativo a questo libro] edito dalla Tespi, con prefazione di Corrado Calabrò e Dacia Maraini.

Altre informazioni più dettagliate in internet su: www.databaseattori.it  - www.lorin.too.it – www.estro-verso.org - oppure scrivendo, tra virgolette, "Giuseppe Lorin" o "Pino Lorin" su qualsiasi motore di ricerca. Conduce una trasmissione on web dal titolo “La mucca pazzaâ€, www.artescrittura.org

Gestisce l'Ufficio Stampa del Festival "Spiritus", Regione Toscana-Versilia

Giuseppe Lorin, via Fabiola, 1 - 00152 ROMA
Tel.: 3392912352 @: giuseppelorin@yahoo.it
 

NOTE DI REGIA

La concezione registica di " SCARTAFACCIO, liturgie pasoliniane" di Giuseppe Lorin e Pier Paolo Poggi si dipana dalla teoria freudiana dell' ES, IO e SUPERIO, dove l'ES è rappresentato dal giovane Pier Paolo Pasolini con l'irrefrenabile pulsione libidica verso corpi da possedere; l'IO è rappresentato da un misterioso personaggio che nel cuore del nome ha la famosa "K" kafkiana: Markus, che è la trasposizione, nel presente, delle inquietudini e conflitti interiori pasoliniani; il SUPERIO è rappresentato da don Nicola, frate benedettino di san Jago, che impartisce le norme morali e sociali, e assurge al ruolo di coscienza "superpartes" della drammatizzazione e, dalla madre del poeta, Susanna, che raccoglie l'amore del figlio, da cui l'angoscia di Pier Paolo. Come catalizzatore e unificatore delle situazioni, abbiamo la figura del "mimo", del "giullare" e del "clown bianco", figura libera di usare toni erotici, canzonatori, narratrice della scena psicologica, metaforicamente e metafisicamente rappresentata dalle "stazioni", le 14 "liturgie pasoliniane", come le 14 stazioni della Via Crucis che sottolineeranno, come didascalie ossessive all'inizio di ogni stazione, l'evento drammatico. Con questa messa in scena, non si vuole "giudicare" l'uomo Pasolini, ma proporre con "AMORE" al pubblico, al suo pubblico, un interrogativo che coinvolge in prima persona il nostro enigmatico personaggio: per essere felici, basta desiderare con disperato ardore l'Amore…e la Verità?


Scheda tecnica
Il nostro più completo adeguamento all'ambiente dove sarà rappresentato  "Scartafaccio, liturgie pasoliniane" di Giuseppe Lorin e Pier Paolo Poggi, e qui di seguito alcune esigenze ottimali:

OGGETTI SCENICI:
Un breviario, una stola da confessione, un clergyman, una panca, un incensiere con incenso, un tavolino scrittoio, una chaise-longue, una penna, dei fogli da lettera con buste.
LUCI:
Azzurrognola ingresso attori, soffuse e fredde per l'ambiente, calde giallo-arancio-rosso, due spots occhio di bue con luce azzurra e ghiaccia, un piazzato arancio-rosso, controluce, luci di taglio.
MUSICA:
Canti gregoriani, piatti/gong: i 3 gong segneranno 3 nodi drammaturgici, zucca sonora, passaggi di musica classica con preferenza Mozart 181 sinfonietta, Beethoven, Wagner.
PROIETTORE:
Strumentazioni atte alla riproduzione di immagini o diapositive di quadri di Zigaina, Morandi, Mafai del 1940, De Pisis, un piccolo Rosai, un Guttuso, un Sironi.
LEGGI IL TESTO DELL'OPERA TEATRALE

VEDI ANCHE:
La presentazione degli interpreti del lavoro teatrale
La locandina dello spettacolo

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Scartafaccio, liturgie pasoliniane, Di Giuseppe Lorin e Pier Paolo Poggi

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