


| Pasolini per il cinema (Meridiani Mondadori, Milano 2001), che raccoglie l'intera produzione di sceneggiature di Pier Paolo Pasolini, comprende anche moltissimi inediti (fra i quali L'histoire du soldat, Un viaggio a Citera e L'ultimo poeta espressionista). Le citazioni che seguono sono tratte dalla sceneggiatura dell'Histoire du soldat. |

| […] Ninetto estrae dal suo
scatolone il violino; con gli occhi ridenti, guardando verso il commensale
lontano, comincia a suonare.
La sua musica è impetuosa e allegra, travolgente. Tanto può la fame. Il commensale lo guarda lieto; e i camerieri, dietro, se riescono a comprimere la lietezza da cui sono pervasi, non riescono però a comprimere l’istintivo bisogno di seguire il ritmo della musica: e tutti insieme, come tre uomini meccanici, poveracci, ondeggiano, fermi sui piedi, con le anche e con le teste. La musica divina di Ninetto si espande nella pace di quel mezzogiorno: finché sempre suonando (egli sente infatti che il terreno è favorevole) Ninetto comincia a camminare verso il tavolo imbandito, lungo il vialetto, oltre il cancello aperto sull’apparizione. Sempre suonando giunge accanto al tavolo, e lì - finito di eseguire diligentemente il suo pezzo fino all’ultima nota - guarda con gli occhi luccicanti come quelli di un cane il padrone […] |

| Il soldato Nino Diotallevi (la cui parte era stata pensata da Pasolini per Ninetto Davoli) ha la ventura di incontrare il Diavolo in persona - mefistofelica incarnazione del potere massmediologico - che lo fa diventare in breve tempo un teledivo, nuovo apostolo della fede mediatica, adorato dalle folle, coperto di ricchezze, moltiplicato in infinite immagini e privo di qualsiasi identità. |

| […] La sala è letteralmente
tappezzata di televisori.
Uno grande, uno piccolo: uno enorme, uno microscopico. Contro la parete di fondo c’è una intera catasta di video tutti uguali, che proiettano scene diverse. Ce n’è anche a colori. É il perfetto, asettico, assoluto Barnum della Televisione. Ninetto guarda con la bocca aperta, e con l’inevitabile espressione concentrata e idiota che ha chiunque guardi verso un video. Se in molti dei video passano delle immagini sperimentali, a scatti, specie di provini preceduti e seguiti da ghirigori, strisce, lampi, con sigle musicali e rumori misteriosi, in altri passano, invece, delle vere e proprie trasmissioni, e precisamente delle interviste e dei pezzi documentari. Un momento di attenzione, e tutto prende un certo ordine e un certo significato. I pezzi documentari, sono quasi tutti dedicati al Papa, Paolo VI: anzi in un video, passa un lungo documentario tutto su di lui. Sugli altri video, le immagini del Papa, passano invece come intercalate alle interviste, con le voci dell’intervistante e dell’intervistatore che continuano imperterrite il loro canto amebeo. Come sempre, l’intervistatore è un cretino, dall’aria intellettuale piccolo-borghese, modicamente alla moda, che parla il tipico linguaggio della televisione, corretto, cinico, spiritoso, rassicurante, tutto teso a tranquillizzare lo spettatore, a mantenerlo a suo agio, smussando gli eventuali momenti difficili e scabrosi dell’intervista ecc. Anche gli intervistati, tuttavia, benché la loro pronuncia non sia così corretta e il loro eloquio così scorrevole, accettano il gioco, e la buttano un po’ sullo scherzo, come se non intendessero abusare della loro gravità di persone autorevoli e di prestigio. Ora, le interviste che passano tutte insieme, in quello spaventevole coacervo di video, hanno tutte un unico argomento: il Diavolo. In un video si vede intervistato un cardinale olandese, con molto rispetto. L’intervistatore ha il tono grave dei momenti solenni: per quanto discutibili siano le idee del cardinale olandese sul Bene e sul Male, son sempre le idee di un cardinale. In un altro video viene intervistato padre Balducci, che toscanamente, non le manda a dire a nessuno: il suo linguaggio, però, fortunatamente è difficile, specialistico, e l’intervistatore non è obbligato a smussare troppo: la sua linea di difesa è una certa ottusa aria di compatimento nei riguardi del personaggio intervistato. In un terzo video viene intervistato Gorresio, a proposito del suo libro sul Papa e il Diavolo. Qui la cosa si fa pericolosa, e l’intervistatore è tutto un salamelecco, un ammiccamento col telespettatore, tout va bien, tout va bien: ma Gorresio è un uomo troppo saggio e di mondo per esagerare. In un quarto video (particolarmente inzeppato dalle immagini del Papa che benedice, del Papa che alza le braccia al cielo, del Papa che abbraccia, del Papa che sorride) è intervistato Moravia, a proposito di una sua recensione sul libro di Gorresio. Moravia dice delle cose terribili, ma così distaccate, da non costituire una minaccia troppo seria per l’ordine pubblico. La volgarità televisiva non si limita però a queste interviste ad alto livello: i dirigenti hanno deciso di far sapere l’opinione sul Diavolo di molti altri personaggi pubblici: mettiamo un cantante (Johnny Dorelli?), un calciatore (Rivera con padre Eligio?), e tutta una serie di uomini della strada, che si limitano a dire: Senz’altro, senz’altro, oppure sollevati dai suggerimenti spimpanti dell’intervistatore, Esatto, esatto! […] |