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"Pagine
corsare"
Notizie
"Idroscalo 93"
al Piccolo Jovinelli
di Roma
Da Mefistofele a Pasolini,
il viaggio artistico di Ivan Castiglione
Martedì 11 ottobre
alle ore 21.00 al Piccolo Jovinelli va in scena "IDROSCALO 93"
per la regia di Mario Gelardi. Sarà in calendario fino al 23
ottobre 2005.
Reduce
dal successo dell'URFAUST di Andrea Liberovici con Ugo Pagliai e Paola
Gasmann, Ivan Castiglione (v. foto a destra) si confronta adesso
con il monologo su Pasolini. Lo spettacolo, presentato nel 2004 al
Teatro Stabile di Napoli per il “Progetto Petrolio” diretto da Mario Martone
(*), racconta l’altra storia, forse quella vera,
della morte di Pasolini tracciando un filo oscuro che unisce lo scrittore
a Mattei, al generale Dalla Chiesa e ad esponenti politici come Moro e
Fanfani. Un intrigante racconto dalle sfaccettature nuove su stralci, appunti
e lettere di Pasolini svelato al pubblico da Castiglione in veste di narratore.
Ivan è attualmente
impegnato nelle riprese dell'ultimo film di Giuseppe Ferrara “Quando
le cose bisogna farle, si fanno” con Massimo Ghini e nella Soap Opera
"Un Posto al Sole" (Rai Tre ore 20.30) dove da anni Ivan è l’affascinante
e scrupoloso Ispettore Arletti.
* * *
Il Mattino - F. De
Ciuceis - È per la prima volta e grazie alle accurate indagini
del Magistrato di Pavia, Vincenzo Calia, e alla consulenza di Carla Benedetti,
che si racconta una storia, possibile, circostanziata che lega due delle
personalità più discusse del dopoguerra italiano, Pier Paolo
Pasolini ed Enrico Mattei. (…) Si deve ricordare per questo spettacolo,
il cinema politico degli anni settanta qui rinnovato da Mario Gelardi e
raccontato abilmente da Ivan Castiglione.
Corriere del Mezzogiorno
- Stefano de Stefano - È un fatto che, senza confondere mai i piani
della meditazione con quelli della storia, Ivan Castiglione i nomi dei
colpevoli del delitto Pasolini li fa e come, aggiungendo un’ipotesi ancora
più terribile, quella della morte certa di tutti i personaggi che
hanno incrociato l’affare Mattei.
"Pagine corsare" -
Enrico Campofreda - Lo spettacolo è buono, attori giovani, volenterosi
ed energetici, a volte un po’ enfatici. È comunque un lavoro utile
e positivo perché si colloca in quel filone di teatro civile che
Fo e la Rame facevano fra la fine dei Sessanta e i Settanta e che in epoca
recente è stato rilanciato da Marco Paolini. Poi in ordine sparso
ci sono altri nomi, chessò Bebo Storti, Celestini.
Si parte dall’omicidio del
poeta, con tutto il celato e i retroscena politici che ci son dietro per
riagganciarsi a quegli intrighi politico-economici cui Pasolini dedicava
capitoli di Petrolio. Il signor Troya-Cefis e Bonocore-Mattei per
capirci. E naturalmente i Fanfani, Rumor, Andreotti cose già scritte
e ultimamente rispulciate da un magistrato.
* * *
(*) Mercadante Teatro
stabile di Napoli
Progetto “Petrolio” diretto
da Mario Martone
Politeama Mancini, presenta
un progetto DecimoPianeta SV
IDROSCALO 93
Drammaturgia di Mario Gelardi
consulenza di Carla Benedetti
Con Ivan Castiglione e Daniele
Russo
Musica scritta ed eseguita
da Alessandro Castiglione
Costumi Alessandra Gaudioso
- Scene di Luigi Ferrigno
Regia di Mario Gelardi
Pier Paolo Pasolini non piaceva
a nessuno, e soprattutto non piaceva quello che negli ultimi tempi scriveva.
Non piaceva alla sinistra, perché battagliava contro il 1968, le
femministe, l'aborto e la disobbedienza. Non piaceva alla destra perché
le sue dichiarazioni si accompagnavano ad un'argomentazione per loro sconcertante.
La sua morte è stata per molti una vera liberazione!
Nel 2002, il giudice Vincenzo
Calia, che conduce da anni l’inchiesta sulla morte del presidente dell’Eni,
Enrico Mattei, allega agli atti della sua lunga istruttoria, alcune pagine
di “Petrolio”, il libro di Pasolini pubblicato postumo. Precisamente, gli
appunti chiamati “Lampi sull’Eni” o meglio, ciò che rimane di essi.
Infatti è certo che decine di pagine riguardanti proprio la morte
di Mattei, sono sparite dal manoscritto originale.
Che rapporto c’è
tra il delitto Mattei e quello di Pier Paolo Pasolini?
Che cosa sapeva Pasolini
sulla morte di Mattei? Che cosa rivelano gli appunti di Petrolio che il
giudice Calia allega agli atti processuali dell’inchiesta sulla scomparsa
del presidente dell’ENI?
L’ipotesi che scaturisce
da quell’inchiesta e da alcuni articoli pubblicati successivamente, è
che Pier Paolo Pasolini sia stato ucciso perché sapeva la verità
sulla morte di Mattei. Sapeva chi erano i mandanti di quello strano “incidente”
aereo.
E’ per la prima volta e grazie
alla lunga inchiesta del giudice di Pavia Vincenzo Calia e alla consulenza
della più importante esperta sulla vita e le opere di Pasolini,
Carla Benedetti, docente dell’Università di Pisa, che raccontiamo
“un’altra storia”.
Una storia che vede tra
i protagonisti Mattei, Pasolini, il generale Dalla Chiesa, esponenti politici
come Moro e Fanfani.
Percorriamo un filo rosso,
quello dei delitti-incidenti che hanno caratterizzato troppe volte la storia
del nostro paese. Un filo che unisce nomi illustri, i soliti, sempre gli
stessi, nomi importanti di uomini scomparsi, ma anche nomi di uomini coraggiosi.
In scena un narratore, un
vero esploratore nel mondo di Pasolini, il suo pensiero, la sua ricerca,
si incarnano in scena nella figura di Pelosi. Un ragazzo, prima timido
ed impaurito, poi spavaldo e sicuro di sé. Così come io stesso
mi sono trovato a metter ordine in centinaia di pagine, così il
nostro narratore mette ordine nella “pratica Pasolini” che una volta chiusa,
viene riaperta dopo venticinque anni da un giudice di Pavia che fa delle
sconcertanti ipotesi. Una storia possibile, circostanziata che lega due
personalità che hanno contraddistinto il secondo dopoguerra italiano,
Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini. La storia di un dopoguerra che sembra
non finire mai.
Una storia che inizia da
lontano la nostra. Comincia ad Ostia, il due novembre 1975, quando in uno
squallido campetto, adiacente ad una baraccopoli, viene trovato il cadavere
martoriato di Pier Paolo Pasolini.
Del suo assassinio viene
accusato un diciassettenne borgataro, Giuseppe Pelosi. Un delitto tra "froci",
lasciano intendere gli inquirenti. Pasolini, è stato ucciso da un
giovane sbandato che lo scrittore aveva "rimorchiato" e con il quale si
era appartato in cerca di sesso. Tutto chiaro allora.
Pasolini è rimasto vittima dei suoi vizi e della sue “immorali”
manie.
Ma è davvero tutto
così lineare?
Nei mesi immediatamente
successivi alla sua morte, una campagna stampa cerca di dimostrare
che Pasolini è stato ucciso non solo dal minorenne Pelosi, ma che
assieme a lui quella sera c’erano altre persone, altri borgatari, forse
legati al mondo della malavita, forse a gruppi neo-fascisti. Una banda
pronta a punire "il frocio" Pasolini, un banda che già lo aveva
minacciato. Ma a trenta anni dalla sua morte, i dubbi su chi realmente
assassinò Pier Paolo Pasolini sono tutti ancora intatti.
Mario Gelardi
L’autore
Mario Gelardi
Autore e regista di “Idroscalo
93” spettacolo prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli, per il ”Progetto
Petrolio” diretto da Mario Martone.
Premio Flaiano 2002 con
malamadre.
Finalista premio Riccione 99 con Così Leggero (scritto con
Ivan Castiglione). Vincitore del premio della critica a Schegge D’Autore
(2002) con “La Regola dell’assassino”. Vincitore con Solo per te,
del premio Drammaturgia oggi. Autore di “Limoni” diretto da G. Miale di
Mauro e di “Fango”, monologo sulla tragedia di Sarno del 1998, interpretato
da Nello Mascia rappresentato al Teatro Mercadante di Napoli e al Piccolo
di Milano, trasmesso da RADIO TRE e da RAI DUE. Autore con Giuseppe
Miale di Mauro di “Santa Maria del pallone”, “L’ultima corsa di Fred”
spettacolo su Fred Buscaglione, rappresentato al Premio Massimo Troisi,
Benevento Città Spettacolo e Angeli a sud e “Le parole per Angela”
interpretato da Maria Basile. Ultimo lavoro “Il bello della Boxe” in scena
al Teatro Studio di Milano, per il festival “Teatri dello sport”.
Attualmente Mario Gelardi
e Giuseppe Miale di Mauro, sono in finale con il loro progetto di spettacolo
“Quattro”, al Premio Ustica per il teatro, organizzato dall’associazione
Scenario.
Gli attori
Ivan Castiglione
Attualmente impegnato in
“Urfaust” per la regia di Andrea Liberovici con Ugo Pagliai e Paola Gasmann,
per il teatro stabile di Genova, ha lavorato con Giorgio Albertazzi in
“Giulio Cesare” di W. Shakespeare per la regia di Antonio Calenda. Ha lavorato
con Nello Mascia in “Putiferio” e “Fuori l’autore” di Viviani. Ha ricevuto
il premio “Drammaturgia Oggi” per l’ interpretazione dello spettacolo “Solo
per te” di Mario Gelardi.
Tra le sue interpretazioni
ricordiamo “Splatter” di Massimo Bavastro, per lo Stabile di Trieste, “Le
confessioni” di Walter Manfrè. Al cinema, oltre all’attività
di doppiatore, è stato interprete di “Quelle Piccole cose” di F.
Cattani” , “Ed io ti seguo” di M. Fiume e “Drosera” di F. Dominerò.
Tra gli ultimi impegni teatrali “I quaderni di “Serafino Gubbio operatore”
di Luigi Pirandello, uno spettacolo di Andrea Liberovici prodotto dal teatro
stabile di Roma. Fa parte del cast fisso della fiction di RAI TRE, “Un
posto al sole”, ha partecipato alla fiction “Ho sposato un calciatore”
per Mediaset.
Ultimo impegno teatrale,
il Candido, nell’omonimo spettacolo tratto da Voltaire, con la regia
di Andrea Liberovici, per il Teatro stabile di Genova.
Daniele Russo
Diplomato all’Accademia
d’Arte Drammatica del Teatro Bellini. Ha al suo attivo significative partecipazioni
a diversi spettacoli tra i quali Cient ‘è una notte dint’a una
notte per la regia di Tato Russo; Gianburrasca per la regia
di Lucio Allocca; I Promessi Sposi musical di Tato Russo, Allegretto
per bene ma non troppo per la regia di Enrico Lamanna; Sogno di
una Notte di Mezza Estate per la regia di Tato Russo, Riccardo III,
regia di Armando Pugliese, Luci di Tenebra per la regia di Raffaele
Esposito, E allora mi hanno rinchiusa, per la regia di Fabrizio
Bancale. E’ stato interprete principale di A colpo sicuro e S.
Maria del pallone di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro e di I
Pescatori per la regia di Giulio Adinolfi. Ha partecipato ai film Billy
diretto da J.P. Duriez e Il Resto di Niente diretto da A. De Lillo,
ed a diversi cortometraggi. Dirige una sua compagnia con la quale ha portato
in giro diversi classici come La Bisbetica Domata e Molto rumore
per nulla, con la regia di P. Labbate. Dirige inoltre la rassegna di
teatro contemporaneo “Nuovi Sentieri”, che si svolge da quattro anni
nell’Auditorium del Teatro Bellini di Napoli.
Il compositore
Alessandro Castiglione
Compositore e chitarrista.
Ha studiato con John Scofield, Joe Diorio, Jerry Bergonzi. Ha suonato dal
vivo con Daniele Sepe nel disco Vite Perdite. Ha fatto parte della
formazione Elbas di Antonio Golino, suonando nei clubs napoletani
con Franco Coppola, Antonio Balsamo. Collabora dal vivo con Marco Zurzolo.
Nel 1995 prende parte al progetto Almamegretta, suonando nella tournee
del disco "Sanacore" e nella tournee del disco "In dub". Registra i cd
In
dub e Venite! Venite!. Col gruppo suona in molte capitali europee
e partecipa a numerosi festival e rassegne come Arezzo Wave, stadio San
Siro di Milano, Festival del cinema di Venezia, Pzza Plebiscito Napoli
(rai uno), Taratatà (rai due), Concerto del 1 maggio 1995 Roma (rai
uno), Concerto del 1 maggio1996 (rai uno). Partecipa alla registrazione
video del concerto al porto di Napoli. Insieme agli Almamegretta collaborerà
con Pino Daniele e Litfiba Lucio Dalla, Peppe Barra, Teresa De Sio.
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