Il teatro
 

Pier Paolo Pasolini
Il teatro
Riflessioni, approfondimenti, resoconti

2004
Festival Pasolini
Torre di Chia
Organizzatori: Ulisse Benedetti e Giorgio Manacorda


La torre medievale che dà il nome al paese di Torre di Chia (Viterbo)Si è tenuto in luglio 2004 il I Festival Pasolini, una rassegna di cinema, teatro, musica e poesia, al cospetto della torre Medievale di Chia, acquistata dal regista di Uccellacci Uccellini e del Vangelo secondo Matteo nel 1971. Di rilevanza, il fatto che questa meraviglia architettonica, collocata nei pressi di Viterbo venga riaperta quest'anno per la prima volta, dopo la morte del suo proprietario, avvenuta nel 1975. Un evento importante, che si deve alla disponibilità degli eredi, all'Università della Tuscia, alla Cooperativa "Valorart" e all'Associazione culturale "Beat 72", capaci di creare un appuntamento annuale con l'opera di Pier Paolo Pasolini in uno spazio prezioso e suggestivo. 

"L'incontro con Pasolini in uno spazio pasoliniano potrebbe bastare come motivazione per la nostra manifestazione, ma noi intendiamo mettere la sua opera alla prova della contemporaneità, dimostrandone così la grande vitalità. Non vogliamo celebrare, anche se, certo, vogliamo ricordare. Un modo per ricordare è presentare un Pasolini poco conosciuto; adottare un atteggiamento filologico, e quindi scoprire testi poco noti" hanno precisato gli organizzatori Ulisse Benedetti e Giorgio Manacorda, anche direttore artistico. 

Il programma si è articolato nelle tre giornate dal 16 al 18 luglio. Si è svolto un monologo teatrale del 1957 che si intitola Il pesciolino, messo in scena da Nuccio Siano con Anna Maria Loliva. 

Memé Perlini ha recuperato, invece, alcuni episodi esclusi dalla prima stesura di Porcile mentre Nuccio Siano ha cantato le canzoni di Pasolini che furono scritte per Laura Betti. 

La parte dedicata al cinema ha prediletto i due film legati alla Torre di Chia, Uccellacci e uccellini e Il Vangelo secondo Matteo, a cui si sono uniti i due corti La ricotta e Che cosa sono le nuvole?. Ha concluso la rassegna uno spazio dedicato alla poesia. 

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Nei pressi di Viterbo, mentre gira le prime sequenze del Vangelo Secondo Matteo, Pasolini visita un fortilizio medioevale abbandonato. Se ne innamora. È la primavera del 1964. Nel 1966 scrive che vorrebbe andare a vivere dentro quella Torre che non può comprare, "nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri". Al poeta friulano sembra che in quel luogo incantato la natura abbia giocato a fare il verso all’arte, illusa innocenza d’un cosmo perfetto e gioioso. L’acquisto del diruto immobile si realizza nell’autunno 1970. Pasolini vi soggiornerà spesso negli ultimi anni di vita. Spedirà da lì non poche delle sue Lettere Luterane: l’estrema denuncia dell’apocalisse antropologica (le aberranti derive culturali indotte dal potere neocapitalista sul tessuto più intimo della vita nazionale, sul millenario patrimonio artistico, sul paesaggio agrario e sulla forma delle città). Intimamente connessa e necessaria a questo tema sarà l’appassionata, profetica invocazione del Processo alla corrotta casta democristiana, colpevole d’un "errore di interpretazione politica che ha avuto conseguenze disastrose nella vita del nostro paese".

[Foto sopra: la Torre di Chia]
 


Il teatro - Festival Pasolini a Torre di Chia
 

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